UP Umana Persone | Zelig Sociale | “Assistenza a distanza, ma anche un’opportunità di condivisione e socializzazione”
18296
single,single-post,postid-18296,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-7.6.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.7.4,vc_responsive

Zelig Sociale | “Assistenza a distanza, ma anche un’opportunità di condivisione e socializzazione”

socializzare

11 Mar Zelig Sociale | “Assistenza a distanza, ma anche un’opportunità di condivisione e socializzazione”

“All’inizio ero un po’ scettica, perché pensavo che questa modalità di interazione fosse poco adatta alla generazione anziana di adesso, che non è cresciuta con le nuove tecnologie. E anche perché, nella mia idea, socializzare significava incontrarsi in un luogo ‘fisico’, condividere, stare insieme”. Paola Ceccherini (cooperativa Zelig Sociale), commenta così la prima esperienza di attivazione nell’ambito della sperimentazione della telassistenza di Pronto Badante, che ha avuto per protagonista un anziano novantatreenne. Un’opportunità per la case manager di riflettere sulle potenzialità di una modalità di contatto come quella della videochiamata a distanza, prevista dalla sperimentazione.
“Alla luce di questa esperienza ho rivalutato le opportunità che uno strumento come il tablet può offrire, una volta superate alcune difficoltà oggettive di utilizzo – afferma Ceccherini – e specialmente quando l’anziano lo accetta, com’è successo in questo caso, con una buona predisposizione, anzi direi con entusiasmo”. Secondo la case manager il valore aggiunto di questa nuova modalità di interazione con la persona assistita non è da ricercare soltanto nella possibilità di assistenza e controllo, ma nella valenza relazionale, specialmente quando ci si trova a rapportarsi con una persona cognitivamente attiva e desiderosa di parlare e stare in compagnia, ma che come in questo caso è molto anziana, vive da sola ed ha difficoltà motorie che la costringono a casa. “È una presa in carico a domicilio diversa dalle altre – afferma Ceccherini – la persona sa di avere un punto di riferimento, qualcuno che conosce da poter chiamare se ha bisogno, con la certezza di una risposta personalizzata e puntuale. E poi il fatto di poter vedere il proprio interlocutore e non soltanto sentirlo telefonicamente rappresenta un ‘qualcosa in più’ in termini di condivisione: una volta ad esempio durante una videochiamata gli ho presentato i colleghi dell’ufficio, ed è stato un bel momento di socializzazione”.