UP Umana Persone | Come sta cambiando il modo di acquisire beni e servizi da parte della Pa? – Intervista a Eleonora Vanni
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Come sta cambiando il modo di acquisire beni e servizi da parte della Pa? – Intervista a Eleonora Vanni

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22 Mag Come sta cambiando il modo di acquisire beni e servizi da parte della Pa? – Intervista a Eleonora Vanni

Come stanno cambiando le modalità di acquisire beni e servizi della cooperazione sociale da parte della Pubblica Amministrazione? Dal Codice degli Appalti al Codice del Terzo Settore, fino alle normative regionali, enti pubblici e cooperative sociali si trovano a operare in un contesto in evoluzione, tra passi in avanti e battute di arresto. Ne abbiamo parlato con la presidente di Legacoopsociali Eleonora Vanni.

“Innanzitutto va detto che ci troviamo a muoverci in un clima di incertezza caratterizzato da più tipologie di rapporti e che non recepisce le modalità innovative, introdotte dal Codice del Terzo Settore, riguardanti i rapporti di collaborazione tra pubblico e privato. Inoltre, anche quando si procede all’espletamento di gare d’appalto, rimangono aperti i temi legati alle modalità di valutazione anche nel caso di ricorso all’offerta economicamente più vantaggiosa; e questo rende ancora più difficile il rapporto con la Pubblica Amministrazione – afferma la presidente di Legacoopsociali – Quando si parla di ‘gare bloccate’ questo vale anche per noi”.

Un tema centrale è senza dubbio quello della coprogettazione e coprogrammazione: “Si tratta di strumenti basati sul principio di collaborazione tra enti pubblici e Terzo Settore, che comportano la costituzione di tavoli di lavoro tra una pluralità di soggetti per mettere a punto e gestire progetti in campo sociale, integrando idee, proposte, ma anche risorse – chiarisce Vanni – Queste modalità, basate sulla cooperazione e non sulla competizione, coinvolgono attivamente i soggetti del Terzo Settore nell’impegno per un miglioramento della qualità dei servizi stessi e dunque nel perseguimento degli interessi generali delle comunità in cui operano. Già prevista dalla legge 328/2000, ma finora molto poco praticata dagli enti pubblici, la co-progettazione e la co-programmazione vengono ora, nell’articolo 55 del Codice del Terzo Settore, riproposte, ampliando anche le possibilità di farvi ricorso. Ma il percorso sembra essere di nuovo molto difficile e irto di ostacoli. Abbiamo assistito ad alcune prime esperienze di applicazione concreta in differenti Regioni e da parte di Enti diversi, ma rimangono modelli di buona pratica che non sembrano intaccare il sistema nel suo complesso”.

In alcune regioni, come la Toscana, ad esempio “sono stati attivati importanti percorsi sia di co-progettazione sui Fondi FSE, sia che riconoscono e valorizzano il ruolo e la portata sociale della cooperazione di tipo b, quella di inserimento lavorativo di persone svantaggiate – evidenzia la presidente di Legacoopsociali -, ruolo e strumenti affermati anche nella nuova legge regionale sulla cooperazione sociale in Toscana di recente approvazione”.

La scorsa estate l’ANAC (l’Autorità Nazionale Anti Corruzione) ha richiesto al Consiglio di Stato di pronunciarsi in merito alla legittimità di questi strumenti. Il parere dell’organo di secondo grado della giustizia amministrativa ha però finito col generare una situazione di incertezza e impasse rispetto al ricorso da parte della Pa alle pratiche di coprogrammazione e coprogettazione.

Il parere dell’ANAC, in estrema sintesi, ha indicato gli appalti come lo strumento privilegiato nei rapporti tra pubblico e privato – spiega Vanni –. Di conseguenza, un procedimento che poteva essere di vera innovazione, anche nella logica della integrazione delle risorse, nei rapporti tra Pa e organizzazioni del Terzo Settore ha finito col subire una ‘battuta di arresto’. Vista la situazione di incertezza che si è venuta a creare, molti enti pubblici che si stavano aprendo a questa possibilità si sono bloccati e in alcuni casi sono tornati sui loro passi”.

Proprio alla luce della recente normativa sul Terzo settore e a seguito del parere del Consiglio di Stato, l’ANAC ha avviato sul proprio sito dal 10 maggio scorso una consultazione on line in merito alle Linee guida recanti “Indicazioni in materia di affidamenti di servizi sociali” prevedendo la possibilità di inviare contributi entro le ore 24.00 del 13 giugno prossimo.