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Uscita di Sicurezza – Un Modello Organizzativo Gestionale partecipato

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26 Nov Uscita di Sicurezza – Un Modello Organizzativo Gestionale partecipato

Costruire il proprio Modello Organizzativo Gestionale in maniera partecipata, per far sì che risponda alle reali esigenze della cooperativa e sia in grado di metterla in sicurezza rispetto a rischi connessi ad una eventuale commissione di reati.

Con questo obiettivo Uscita di Sicurezza ha intrapreso lo scorso marzo un percorso formativo, strutturato in collaborazione con Pegaso Network e finanziato attraverso il conto formativo Fon.coop, che oggi si avvia alla conclusione: il Modello, basato sui dettami del decreto legislativo 231/2001, dovrebbe infatti entrare a regime a gennaio 2019.

“Il percorso ha visto vari step – racconta Valentina Bonucci, membro del Cda della cooperativa – ed ha coinvolto più figure: componenti del Consiglio di amministrazione, direttori di area e consulenti esterni. È stato individuato anche un referente interno alla cooperativa, che ha partecipato a tutte le fasi”.

Ci sono stati momenti di lavoro individuali e altri di gruppo. Le diverse figure hanno partecipato a momenti formativi differenti, in cui si sono susseguite lezioni frontali, focus group e laboratori, affiancamento on the job e lavoro di back office. I consulenti esterni sono stati chiamati a fornire integrazioni al Modello ciascuno in base alle proprie competenze (informatica, sicurezza, privacy, ambito legale).

“Siamo partiti dall’analisi dei rischi e dall’acquisire consapevolezza. Nel nostro lavoro siamo spesso presi dal quotidiano, invece questo percorso è stato l’occasione per soffermarsi a riflettere e per approfondire nel dettaglio alcune questioni – afferma Bonucci -. Oggi vediamo questi aspetti in maniera più ragionata, anche grazie al fatto che non abbiamo subito il Modello passivamente, non è stato ‘calato dall’alto’, ma abbiamo contribuito in maniera attiva e partecipata a costruirlo e ad implementarlo”. Con quali vantaggi? “Un’analisi attenta e consapevole dei rischi reali ci consente di poterli riconoscere  e prevenire alcuni errori – afferma Bonucci – e di definire e mettere in atto procedure per garantire all’impresa protezione e tutela rispetto a eventuali reati, che potrebbero danneggiare anche gravemente la cooperativa”.

Il percorso ha rappresentato un’importante occasione di confronto all’interno della cooperativa: “Ci siamo resi conto ad esempio che è importante raccogliere e documentare quotidianamente ciò che facciamo, garantendo la tracciabilità del nostro lavoro – conclude Bonucci -. Ci ha permesso di regolamentare meglio certi processi e aree grigie e di rivedere alcuni aspetti, dandoci l’occasione per aggiornare alcune procedure interne, il regolamento disciplinare e altri documenti aziendali come il Codice etico”.