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Minerva – Un corso per definire un modello

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26 Nov Minerva – Un corso per definire un modello

Un corso per definire le caratteristiche del “modello Minerva”, a partire da quanto sperimentato nell’innovativo Circolo “La Casa della Memoria”, e per formare gli operatori della cooperativa sui principi della Stimolazione cognitiva, mirata all’individuazione, al recupero e al potenziamento delle abilità cognitive residue degli anziani con disturbi del comportamento (in particolare dovuti ad Alzheimer).

È il percorso formativo ideato dalla cooperativa Minerva, finanziato da Fon.coop e gestito dal Consorzio Pegaso Network, che ha fornito il proprio supporto anche nella fase di definizione dei fabbisogni e di progettazione degli interventi.

I primi appuntamenti, rivolti a educatori e animatori della cooperativa, della durata di 16 ore, si sono svolti tra settembre e ottobre 2018. “Minerva – racconta Barbara Giuntini, oggi coordinatrice degli educatori e animatori della cooperativa – è stata una delle prime realtà, specialmente nella nostra zona, a credere nella stimolazione cognitiva e a realizzare laboratori, di ortoterapia, aromaterapia, musica, rivolti ad anziani con disturbi del comportamento, nell’idea che anche dalle persone più compromesse fosse possibile ‘tirare fuori qualcosa’. Circa cinque anni fa la cooperativa ha avviato a Montelupo Fiorentino un’esperienza di avanguardia, il circolo “La Casa della memoria”: un centro diurno privato, non assistenziale, ma specializzato per lavorare sulla stimolazione cognitiva. Abbiamo portato avanti anche una sperimentazione con il dipartimento di psicologia dell’Università di Firenze, uno studio su musica e Alzheimer”.

Si sono così gettate le basi per un “modello Minerva”, in termini di approccio generale, metodologie e strumenti operativi, la cui sistematizzazione è stata dunque oggetto della prima parte del corso di formazione con l’obiettivo di estenderlo a tutti i servizi della cooperativa.

I successivi due incontri (per complessive 16 ore) hanno coinvolto non soltanto educatori e animatori, ma anche OSS, su principi, approcci, procedure e strumenti della stimolazione cognitiva, per l’analisi e la condivisione del modello definito durante il laboratorio. E accanto a questo per raccogliere suggerimenti rispetto all’utilizzo del web e alla potenzialità informatiche: “Oggi ci stiamo specializzando per lavorare sulle nuove tecnologie – afferma Giuntini – con l’obiettivo di introdurre l’informatica a supporto dei nostri laboratori più tradizionali”.