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Minerva/ L’Atelier Alzheimer, risposta a una domanda nuova

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11 Gen Minerva/ L’Atelier Alzheimer, risposta a una domanda nuova

Il Piano Regionale Demenze varato dalla Regione Toscana a fine 2017 ha introdotto per la prima volta una linea di azione dedicata alla presa in carico di pazienti lievi e /o moderati. “L’investimento da parte della Regione nella progettazione sociale relativa al contrasto dell’insorgenza del declino cognitivo rappresenta una novità dirompente. Si risponde a una domanda nuova, diversa rispetto alla sfera della cronicità o delle acuzie: finora i pazienti lievi e moderati non erano nemmeno mappati”, commenta la presidente della cooperativa Minerva Mariacristina Dragonetti.

Per ciascuna zona distretto sono stati creati i CDCD (Centri per deficit cognitivi e demenze) ai quali spetta una valutazione del declino coignitivo del paziente. Per i pazienti lievi/moderati il Piano prevede due tipologie di attività: il Caffè Alzheimer e l’Atelier Alzheimer.

Il Caffè Alzheimer rappresenta il primo contatto con i servizi e al malato col suo caregiver: per il malato è prevista un’attività di intrattenimento da parte di un’equipe di operatori, per il caregiver un momento di formazione, informazione e confronto.

Con l’Atelier Alzheimer invece ci troviamo ad uno step più articolato rispetto al Caffè. “La cooperativa Minerva – spiega Dragonetti – gestisce, nell’ambito di un progetto che vede come capofila la Sds, un Atelier Alzheimer a Montelupo Fiorentino. L’Atelier accoglie i pazienti per 3 ore, due volte alla settimana. La presa in carico è per piccoli gruppi, inferiori a 6 persone. Al momento abbiamo 4 iscritti, più 2 in prova. In questo caso, diversamente dal Caffè, familiari e caregiver non sono presenti”.

I frequentatori di questo spazio innovativo svolgono attività occupazionali e laboratori di stimolazione cognitiva: si va dal giardinaggio alla musica, dall’ortoterapia alla clownterapia e molto altro ancora. “Il fine della stimolazione cognitiva – spiega Dragonetti – è quello di contrastare l’insorgenza del declino cognitivo, con l’obiettivo di entrare più tardi nella sfera della cronicità”.

“Il progetto sperimentale si concluderà a luglio 2019 – spiega Dragonetti -. A quel punto la Regione dovrebbe attivare dei voucher da destinare a persone con demenza lieve/moderata di cui poter usufruire o per una presa in carico di tipo domiciliare oppure appunto per frequentare un Atelier Alzheimer”.

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