UP Umana Persone | Il percorso fatto fin qui… e uno sguardo al futuro
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Il percorso fatto fin qui… e uno sguardo al futuro

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16 Ott Il percorso fatto fin qui… e uno sguardo al futuro

“La vendita privata è sempre stata uno degli obiettivi principali di Umana Persone fin dalla sua nascita”. Il presidente di Umana Persone Luca Terrosi ha introdotto il 24 settembre scorso a Pontedera, presso l’Istituto di Biorobotica, il workshop dedicato alla vendita privata a cui erano stati invitati a partecipare Presidenti, Referenti, Responsabili dei servizi, Coordinatori e case manager delle cooperative socie della rete UP.
L’obiettivo dell’incontro erano la verifica e il rilancio strategico su quanto è stato fatto finora su questo tema, confrontarsi fino in fondo su che cosa si intende con ‘vendita privata’ e sugli obiettivi raggiungibili nei nostri territori.
Umana Persone, ha ripercorso Terrosi nel suo intervento, è nata da una ricerca condotta alcuni anni fa dall’associazione delle cooperative sociali toscane aderenti a Legacoop, in cui si evidenziava una eccessiva frammentazione e difficoltà di progettare percorsi di innovazione. Da lì emerse l’idea, da parte di alcune cooperative, di aggregarsi a livello regionale con l’obiettivo di superare questi limiti, cosa che ha portato alla costituzione vera e propria di un contratto di rete poi contraddistintosi per un’attività forte e continua nel tempo. Come quella svolta di UP.
L’aggettivo “privato” sembra faticare a entrare a far parte del vocabolario della cooperazione sociale: Le cooperative sociali nascono tradizionalmente come supporto o per sopperire alla carenza dell’ente pubblico, non per entrare in competizione con altri privati e tantomeno con esso – ha sottolineato Terrosi – Ci troviamo però di fronte a uno scenario sta cambiando, ad esempio in certe situazioni di compartecipazione, in presenza di un valore Isee importante, il costo della prestazione pubblica può anche risultare superiore a quello della prestazione praticata dalla cooperativa sociale”. Inoltre, per vendita privata si deve cercare di intendere, secondo Terrosi,vendita privata di servizi territoriali e non di tutto quello che le cooperative sociali possono vendere“.

“Umana Persone ha fatto sì che crescesse la conoscenza tra i soci così bene al punto da farci lavorare effettivamente in sinergia, e credo che questo sia un aspetto da non sottovalutare – ha affermato Terrosi -. Ora non possiamo stare fermi ma dobbiamo guardare avanti, dobbiamo vederci proiettati nel futuro”.

Sulla vendita privata è stato fatto un percorso importante con la definizione del nomenclatore: “Ci ha aiutato ad introdurre degli elementi di chiarezza su diversi aspetti – ha spiegato il presidente di Umana Persone -. E ci permette di affermare con chiarezza che c’è una legalità nel dare il lavoro, e c’è un prezzario per le prestazioni e i servizi che offriamo a cui fare riferimento. Un altro aspetto importante è che abbiamo formato i nostri case manager rispetto alle modalità di relazionarsi con le persone che richiedono le nostre prestazioni”.
E ora? “Dobbiamo imparare a raccontarci meglio, non dare per scontato quello che facciamo. Troppo spesso diamo per certo che i nostri interlocutori sappiano di cosa parliamo quando diciamo ‘facciamo un intervento di assistenza domiciliare’, invece dobbiamo riuscire a spiegare cosa significa, evidenziando la qualità del nostro intervento”.
A maggior ragione visto che ci si prende cura delle persone, bisognerebbe essere attenti nella cura anche dei particolari: “Ad esempio bisognerebbe che tutti i nostri operatori avessero una stessa divisa. Questo percorso di crescita lo dobbiamo fare, dobbiamo porvi attenzione perché è anche attraverso questi aspetti che mostriamo la nostra professionalità. Per questo dovremmo fare una sorta di nomenclatore degli aspetti che riteniamo opportuni per poter parlare di vendita privata, un listino di suggerimenti rispetto a quegli elementi che possono consentirci di incrementare la nostra attività privata territoriale”.