UP Umana Persone | Il gruppo di lavoro e la “cassetta degli attrezzi”
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Il gruppo di lavoro e la “cassetta degli attrezzi”

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21 Mag Il gruppo di lavoro e la “cassetta degli attrezzi”

I primi incontri del gruppo di progetto sono stati dedicati alla definizione della “cassetta degli attrezzi” utile alle attività di analisi ed approfondimento che il Gruppo di lavoro sarà chiamato a svolgere in merito all’evoluzione dei rapporti tra pubblica amministrazione e cooperazione sociale.

Alcuni segnali emblematici di questo cambiamento, sebbene non sempre facilmente individuabili ed interpretabili, emergono dai bandi; e ciò in effetti non stupisce, atteso che la prevalente forma di dialogo – almeno ad oggi – è questa.

Si è così deciso di creare una Banca dati dei bandi, a partire da quelli pubblicati nelle varie zone distretto sulla domiciliarità e, per ora, limitatamente al settore anziani, disabili e non autosufficienti. Si tratta, infatti, del primo step di un percorso volto a costruire un sistema più articolato, che possa ricomprendere anche i bandi sulla residenzialità, i servizi educativi e le concessioni, con un allargamento ad altre aree di bisogno come il disagio mentale, l’assistenza sanitaria territoriale, ecc.

Lo scopo primario è quello di avere a disposizione una serie di “dati parlanti”, ossia una serie di informazioni che, variamente combinate tra loro a seconda delle esigenze, consentano di ottenere un output non solo quantitativo, ma anche qualitativo.

La Banca dati sarà alimentata direttamente dai progettisti con schede descrittive dei bandi ritenuti rilevanti, ciascuno contrassegnato da un numero unico identificativo.

Strutturare un sistema del genere richiede di selezionare attentamente le informazioni strategiche e di allinearne il significato, al fine di evitare sia interpretazioni fuorvianti che potrebbero portare ad errori nell’inserimento dei dati richiesti, sia risultati inutili/inattendibili nella successiva fase di interrogazione della Banca dati.

Il Gruppo di lavoro ad oggi ha elaborato la griglia per la raccolta di alcuni dati utili alla profilazione dei singoli bandi. Tale griglia verrà poi testata, per correzioni ed aggiustamenti.

La griglia consta di 3 sezioni: dati identificativi; contenuti; effetti.

La prima sezione è dedicata alla definizione degli elementi strutturali del bando, ossia: chi lo ha adottato, a chi si rivolge e quanto è incentivata la partecipazione degli operatori economici, che ricaduta possiede in termini di durata e di estensione territoriale. In particolare, si intende approfondire i requisiti di partecipazione richiesti, sia soggettivi che oggettivi, con specifico riferimento a quelli di tipo economico-finanziario.

La seconda sezione è dedicata ai contenuti, da intendersi non solo come contenuti “finali” (il servizio che, in caso di esito positivo, l’ente sarà chiamato a svolgere), ma anche quelli “strumentali”, ossia quale tipologia di procedura l’ente è tenuto a rispettare e quale/i attività è tenuto a presidiare (es: progettare – coprogettare – coprogrammare – non progettare affatto). Questi aspetti, oltre alla definizione del target, della maggiore o minore autonomia nel rilevare e dare risposta ai bisogni degli utenti, nonché dei criteri di valutazione maggiormente rilevanti, sono considerati i più significativi nell’ottica di comprendere come evolvono nella sostanza i rapporti tra privati e pubblica amministrazione.

Ultima sezione è denominata “effetti”, con ciò intendendo il punto di arrivo di un percorso, di cui occorre verificare le ricadute sia in termini di impatto economico- finanziario per l’ente partecipante, sia in termini di impatto sociale/personale per i vari stakeholder coinvolti.

Nelle prossime settimane verrà svolto un test su questa prima griglia, in modo da metterla ulteriormente a punto; il passaggio ancora successivo, sarà quello di definire lo strumento informatico più adatto a garantire le funzionalità richieste.

A cura di Gianna Vignani