UP Umana Persone | Giovani Valdarno | Le opportunità della coprogettazione
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Giovani Valdarno | Le opportunità della coprogettazione

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22 Mag Giovani Valdarno | Le opportunità della coprogettazione

Tra le nuove modalità di collaborazione tra ente pubblico e cooperazione sociale, Daniele Botteri, referente per la Progettazione e Sviluppo di Giovani Valdarno, cooperativa sociale che si occupa prevalentemente di servizi socio-sanitari, educativi e formativi nei territori di Arezzo e Firenze e in procinto di aderire alla rete UP, si sofferma innanzitutto sull’esperienza della co-progettazione.

“Oggi ci sono tante soluzioni diverse rispetto al passato, ad esempio negli ultimi anni si è fatto più ricorso alla co-progettazione, anche se allo stato attuale il terreno è incerto e non sappiamo bene che futuro avrà questa modalità – afferma Botteri -. Nel nostro territorio questa è una formula che è stata utilizzata molto anche in ambiti diversi da quanto è stato fatto a livello regionale, ad esempio alcuni Comuni della nostra zona hanno fatto propria questa modalità facendo manifestazioni di interesse per i servizi educativi come doposcuola, centri estivi, servizi educativi extrascolastici”.

Secondo Botteri, la co-progettazione può rivelarsi un’opportunità nella costruzione di relazioni tra i soggetti che vi partecipano e funziona davvero “se si riesce a dare vita a qualcosa che va oltre la semplice somma, evitando che gli interventi rimangano slegati tra di loro e facendo in modo che i soggetti non si limitino a proporre quanto già facevano in precedenza. La nostra esperienza è stata positiva, ha consentito di redistribuire i servizi i maniera più razionale e ha permesso lo scambio di informazioni e esperienze”.

Un’altra novità evidenziata dal referente Progettazione di Giovani Valdarno è quella (applicata su alcuni bandi ESTAR) del modello del “Sistema dinamico di acquisizione”: “Questa modalità è un’opportunità interessante, perché potrebbe rappresentare una spinta al miglioramento qualitativo del servizio in termini ad esempio di innovazione sulla comunicazione, sinergie territoriali con altri soggetti, utilizzo delle nuove tecnologie; d’altra parte potrebbe agevolare soggetti in grado di portare sul progetto risorse quantitative più che qualitative”. 

Infine alcune considerazioni riguardo al lavoro di monitoraggio sui bandi che la rete Umana Persone ha avviato: “Può essere un utile punto di osservazione per allargare la nostra conoscenza rispetto alle altre zone della regione ed anche nell’ottica di una restituzione dei risultati agli stessi enti pubblici”, conclude Botteri.