UP Umana Persone | G. DI Vittorio | Remunerazione “a retta” e maggior ricorso alle concessioni
18334
single,single-post,postid-18334,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,qode-child-theme-ver-1.0.0,qode-theme-ver-7.6.2,wpb-js-composer js-comp-ver-4.7.4,vc_responsive

G. DI Vittorio | Remunerazione “a retta” e maggior ricorso alle concessioni

22 Mag G. DI Vittorio | Remunerazione “a retta” e maggior ricorso alle concessioni

Remunerazione “a retta”, crescente ricorso alle concessioni, richiesta ai gestori di una sempre maggiore flessibilità organizzativa: con Laura Periccioli, responsabile Area Progettazione della cooperativa sociale G. Di Vittorio – un’esperienza ventennale nel settore delle gare e degli appalti – abbiamo provato a delineare alcune tendenze che hanno caratterizzato in questi ultimi anni l’evoluzione delle modalità di acquisizione di beni e servizi della cooperazione sociale da parte della Pubblica Amministrazione.

“Una prima osservazione è che si sta diffondendo negli appalti una modalità di remunerazione ‘a retta’, il che rappresenta già di per sé un’anomalia, dato che l’appalto dovrebbe avere certezza della remunerazione – afferma Periccioli -: in questo modo invece il rischio che la struttura oggetto dell’appalto sia piena o vuota ‘si ribalta’ sul gestore. Se finora abbiamo riscontrato questa tendenza nei bandi per la gestione delle Rsa, dalla fine del 2018 la stiamo osservando anche negli appalti per i centri diurni per disabili”.

Altro elemento caratterizzante il mercato, secondo la dirigente della cooperativa Di Vittorio, è, rispetto ai servizi residenziali per la non autosufficienza, un deciso incremento del ricorso all’istituto della concessione.
“La concessione – chiarisce Periccioli – espone ed impegna l’operatore economico da un punto di vista squisitamente imprenditoriale, con una pluralità di rischi ed oneri – non ultimo quello dell’equilibrio economico-finanziario – ma con una pluralità di opportunità legate anche alla gamma dei servizi ‘a pagamento’ che, in un’ottica di libera scelta come quella delle RSA, possono comunque ‘attrarre’ utenza e famiglie”.
Un altro aspetto evidenziato da Periccioli è che ai gestori si richiede, in maniera più o meno esplicita, una sempre maggiore flessibilità sul piano organizzativo: “È una tendenza direi irreversibile, spesso collegata al concetto di libera scelta – sottolinea Periccioli -, l’abbiamo vista ad esempio anche nei recenti bandi sui servizi domiciliari di continuità assistenziale ospedale-territorio, che per il gestore  significa una sempre maggiore capacità di adeguare e rimodulare gli assetti organizzativi”.

Infine, in merito invece alle recenti esperienze di co-progettazione attuate dalla Regione Toscana, e a cui la cooperativa Di Vittorio ha preso parte, “non sempre il budget previsto e la grossa compenetrazione tra volontariato e operatori delle cooperative rendeva vantaggiosa in termini di meri costi/benefici la presentazione di proposte”, osserva Periccioli. D’altra parte, il fatto di lavorare in rete con altre realtà ha consentito alla cooperativa di rafforzare il rapporto con gli enti, di conoscersi e fare rete con altri soggetti, ad esempio le associazioni sedute al tavolo, e quindi ha avuto un risvolto positivo in chiave relazionale e di condivisione di know how.

“A testimonianza della complessità e della articolazione delle dinamiche che attraversano il settore degli affidamenti dei servizi sociali – conclude Periccioli –  è di questi giorni la pubblicazione da parte dell’ANAC di una proposta di linee guida che mira ad armonizzare Codice degli Appalti e Codice del Terzo settore, con richiesta ai vari stakeholders  di specifici contributi entro metà giugno, e   su cui non mancheranno osservazioni e suggerimenti da parte della nostra associazione di rappresentanza”.